Che fatica l’amicizia!

Amica (o amico che sia). Una splendida parola è vero, ma che racchiude un sacco di responsabilità! Più di un fratello, più di un compagno, spesso più degli stessi genitori.

Persone che si possono definire così nella mia vita sono esattamente… uhm… fatemi pensare… 4? Forse 5 se sono indulgente. Un magro numero lo so. Un po’ me ne dispiaccio, un po’ ne vado orgogliosa, perchè più selettiva di così non potevo essere durante la mia vita. Poco tempo fa sono arrivata ad un punto di tale intolleranza che ho tagliato i ponti con metà delle persone conoscenti… cosa particolare è che non mi mancano. Ciò significa che a parte l’amaro in bocca del non mancare a loro volta, la scelta è stata giusta.

Eppure anche queste cinque anime certe volte mi fanno uscire di testa! Cercare di trovare un senso di diplomazia spesso risulta veramente difficile, soprattutto quando gli stili di vita sono totalmente diversi o la reazione a determinati eventi è l’opposto dalla tua. Mi dico che non sempre il mio punto di vista è quello migliore… anzi sono la prima a mettersi in dubbio senza essere modesta.

Certe situazioni, però, sono troppo evidenti per non essere viste oggettivamente anche da chi vive la questione dall’interno… Una bella frase su Facebook dice che “I veri amici sono quelli che si rispettano sempre, anche quando non si è d’accordo sulla stessa cosa”. La trovo più che vera, perchè dopo tutto l’amicizia è rispetto. Niente di più, niente di meno. La condivisione dei passi della vita potrà essere difficile, ascoltare e dare consigli oggettivi è decisamente più facile, la diplomazia un’arte quotidiana, mettersi nei panni altrui un tentativo, la lontananza una vera prova costruttiva.

Queste persone se non ci fossero mi mancherebbero. Le dovrei inventare. E la cosa bella è che le inventerei con tutti i loro difetti che mi fanno innervosire, che mi fanno alzare la voce, mi fanno piangere. Però gli abbracci non hanno prezzo, le risate neanche, vedere la vita con altri occhi inspiegabile, la comprensione un gioiello da tenere in cassaforte.

Ora capisco perchè il detto “Chi trova un amico trova un tesoro”. Un tesoro da portare al collo e da far vedere al mondo quando luccica. Perchè se è vero luccicherà sempre, anche quando lo strapperai dalla catenina e lo getterai per terra, anche quando lo bagnerai di lacrime, anche quando lo si chiuderà in un cassetto al buio.

Se è vero, risplenderà dalla serratura di quel cassetto ricordandoti che c’è.

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Capiterà mai a me… a noi?

Ho appena saputo che un’altra amica aspetta un bambino… questo 2010 è ricco di avvenimenti che si susseguono ogni giorno! Richieste di matrimonio, fidanzamenti ufficiali, nascite…

Bhe! Congratulazioni cara amica, sono contenta per te… così come lo sono per tutte le persone a cui stanno accadendo eventi meravigliosi.

Nello stesso istante però, una vocina nella mia testa mi toglie per un momento il sorriso dalle labbra e con tono impertinente mi chiede “Chissà se succederà mai a te?!”

Antipatica! Vocina decisamente antipatica… perchè mi devi togliere la contentezza per una persona e gettarmi nella mia realtà? Perchè devi sempre fare così? Arriverà il momento anche per me e arriverà il momento per te, o cara vocina, di stare in silenzio.

Funziona un po’ tristemente la mia testolina su questi argomenti… il matrimonio, i figli, mi è difficile parlarne. Sono argomenti che trovo spinosi nella mia vita perchè sono tappe che vorrei aver già percorso e invece mi ritrovo a 30 anni (QUASI!!!) ad essere indietro sui desideri dell’essere donna. Semplicemente donna. Non legata ad un lavoro, alla carriera, al materiale. Realizzata solo come donna.

Una donna che dopo tanti anni che sta con un uomo vorrebbe veder coronato un sogno a cui crede da quando era bambina, quando metteva il fazzoletto di papà sulla testa della sua bambola e la faceva arrivare all’altare creato con una fila di matite. Una linea di confine che cambia il modo di guardare la vita. Mi piacerebbe si… ma poi ripiomba la realtà con tutti i suoi problemi e le sue impossibilità, almeno per noi, di mettere in pratica questo grande giorno.

Un bambino poi… che meraviglia sarebbe. Un dono del cielo, un cuore che batte pieno di promesse. Mi sento pronta da tempo per questo dono… come donna sarebbe l’unica vera realizzazione. L’unico vero progetto a cui sacrificare tempo, sonno e denaro.

Quindi mi chiedo… capiterà mai a me?

Lo spero.

Intanto mi godo la persona che amo e con cui spero di condividere un giorno queste gioie.

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Vivere il tempo diversamente… in cucina!

E’ strano come cambiare ambiente faccia cambiare anche il ritmo del tempo e soprattutto come lo si vive. Da quando ho preso il “posto” di mamma, intanto che lei è via, ho notato che il mio tempo è scandito dal pranzo e dalla cena… e di conseguenza su cosa preparare da mangiare! Mi sembra di avere un ristorante tanto sto in cucina!!! :D

Non è spiacevole come sensazione, però a casa mia il tempo è scandito in modo diverso. Non devo rendere conto a nessuno durante il giorno, se non alle due amabili bestiole, e i preparativi in cucina sono solo legati alla cena. La fantasia ai fornelli è meno “adrenalinica” e l’ansia del mezzogiorno non esiste, dato che pranzo da sola.

Come micro bilancio posso dire che… sono diventata brava a cucinare!!! Di fame qui non si muore di sicuro! Meglio così… almeno sono stata d’aiuto! :D

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Non eri così…

Topi, fogne, delinquenza… Milano, cosa ti sta succedendo? Stai diventando un vero schifo ogni giorno di più, non è da te!!

Per carità non è sei mai stata un fiore di pulizia maniacale e i problemi dei tombini c’è sempre stato, così come la delinquenza per le strade, eppure non eri così.

Se lo fossi stata, come potrei ricordarmi i pomeriggi al parco Verziere (dove adesso devo stare attenta a camminare), le mattine a correre per prendere la 92 per Piazzale Lodi (che da quando hanno chiuso il Cinema Maestoso sembra un quartiere dimenticato da secoli), le sere ai Navigli (che adesso fanno letteralmente schifo) e Brera… la mia bella Brera, che mi ha regalato tanti bei momenti negli anni del liceo… adesso invasa dai topi. Topi! Neanche fossimo tornati negli anni della guerra.

Cosa è successo Milano? Che fine hanno fatto le meraviglie che solo tu potevi dare? Piazza Duomo, il Castello… Via Dante…

Come pretendi di tenere i nasi alzati sulla Madonnina se poi non proteggi chi ti loda? Come pretendi di essere chiamata città moderna se distruggi con la tua indifferenza il Parco Lambro? Come puoi farti amare dai bambini se lasci che asfaltino il Parco di Porta Venezia?

E’ vero Milano… hai ragione, tutte queste cose non le hai volute tu… le abbiamo volute noi umani, che prima ti abbiamo creato e poi ti abbiamo lasciato morire lentamente. E allora scusaci Milano, per il momento stiamo inventando i panettoni col topicida… nella speranza che vadano solo ai topi.

Scusami Milano, ma preferisco ricordarti con gli occhi della mia adolescenza.

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Che strana emozione!

Ho appena sentito mamma al cellulare, che strana emozione!

Ero tutta fremente manco stessi parlando con la diva del momento! Sta bene, il volo splendido, la gamba non le ha dato fastidio dopo tante ore (almeno le calze contenitive giustificano il loro prezzo esageratamente  ed assurdamente alto!), la stanza dell’albergo è carina anche se la vista mozzafiato su Plaza de la Republica è stata riservata ai dirigenti.

Che dire… adesso andavano a farsi una gita per la città e poi appena tornano in hotel ci mandano un sms così da richiamarli.

Sarò ancora trepidante stasera? Probabilmente si ^_^

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