Che il 2012 sia migliore

A voi tutti che mi seguite vi auguro un nuovo anno di serenità. Io non festeggerò con allegria al 100% ma ammetto che non vedo l’ora che questo 2012 abbia inizio.
La mia vita con questo nuovo anno prenderà una piega diversa. Abbiamo tante cose a cui pensare e sono tutte meravigliose… quindi spero che il piccolo alieno verrà accolto in un’atmosfera serena, felice e sicura, per quanto adombrata da mille pensieri organizzativi e non! ^_^

Un abbraccio a tutti voi.

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Che due maroni

Questo Natale è stato proprio triste. Tanto bello quello dell’anno passato, quanto triste e depresso questo, pur avendo in corpo uno dei beni più preziosi della vita e pur avendo deciso di sposarci.
La mancanza di mia nonna mi ha urtato più di tutto. Il non poter condividere con lei queste due gioie che tanto cercava mi fa quasi sentire in colpa di essere felice di viverle. Ed è sbagliato! Caxxo se è sbagliato! Pensieri contrastanti girano nella mia testa. La vita prende e dona, la vita è fatta di alti e bassi, di cose belle e di cose brutte. Mia nonna ha avuto la fortuna di aver vissuto fino a 90 anni, sana fin quasi all’ultimo, di aver avuto una famiglia felice che le voleva bene.
Io non posso sentirmi in colpa di vivere la mia. Non posso sentirmi in colpa di non pensarla per mezzo secondo e concentrarmi sul mio piccolo alieno o su che confetti scegliere per luglio.
Non posso… e non devo. E’ un obbligo per me stessa. E’ un dovere nei rispetti di Alberto. E’ una promessa per il mio piccolo Andrea.
Non le voglio meno bene per questo. Non mi manca di meno degli altri per questo.

In più, ieri sono andata a fare la mia visita mensile. Non è andata per niente bene.
L’esito del tampone è ancora positivo allo streptococco emol-B (detto anche streptococcus agalactiae) che è rimasto recidivo anche dopo la cura antibiotica. Per non farmi mancare niente a causa dello stresso dell’ultimo periodo mi si è accorciato il collo dell’utero… cosicché sono costretta a stare “a letto” per i prossimi tre mesi finali!
Evviva lo stress!
La prospettiva di organizzare il matrimonio in maniera decente si fa sempre più remota se considero che devo ridurre stress, ansie, spostamenti e che devo reinventare la mia vita quotidiana a scarsa presenza di stanchezza (voglio proprio vedere)!

Nel contempo l’alieno si fa sentire… la mattina e la sera ci facciamo divertenti “chiacchierate” a base di colpetti e strusciatine. L’immediatezza con cui mi risponde è sorprendente e surreale.
La consapevolezza che lo sfarfallino che sento è lui che “nuota”, l’averlo visto perfettamente formato (capelli compresi) e il sapere che pur avendo questo batterio le membrane siano intatte e che stia bene, mi fa passare ogni ansia.
Il signorino nella sua 25° settimana, pesa 757 grammi e dall’1 di dicembre è cresciuto di 346 grammi. Tutto nella norma. Il dottore ci ha fatto vedere gli organi tutti formati. Il cuore palpitante, il diaframma, lo stomaco, i reni. Le ossa, gli occhi.
Un omino in miniatura.
Col singhiozzo. ^_^

Bello l’amore mio.

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Mi accodo alla “letterina”

Dice tutto lei… ascoltatela. Non aggiungo altro.

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Ciao nonna

Sono stati giorni pesanti questi appena passati.
La mia dolce nonnina ha deciso di lasciarci ne giorno di Santa Lucia, dopo un brutto periodo di sofferenza.
Non so di preciso cosa dire. Sono in quella fase di “ha smesso di soffrire” e nello stesso tempo “poteva stare con me ancora un po’… conoscere il piccolo Andrea, vedermi all’altare”.

La mia testa e il mio cuore combattono da quando è iniziato questo periodo di schifo.
La ragione mi continua a dire che piuttosto che vederla soffrire è meglio così. Il mio cuore continua a dire che non si è fatto abbastanza. Che di quattro ospedali in una città come Milano, il migliore è stato allo stadio finale. Che se non ci fossero stati degli errori medici a monte sarebbe ancora qui con noi. Che alcune lauree in medicina secondo me le ha date Topolino (ed è quasi un complimento), che quando decidi di portare una persona all’ospedale ti senti quasi in colpa perchè pensi di abbandonarla.
Quando la imbottisci di medicine sperando che la facciano guarire, tu lo fai con il cuore, con l’amore, con tutto l’affetto possibile. Solo dopo vieni a scoprire che le facevano male. Che la cura medica prescritta la stava intossicando. Che i problemi ai reni di una povera anziana di 90 anni vengono calcolati come se fosse zero.

Entri in alcuni ospedali e sei un numero. Neanche. Quasi una seccatura. Tanto è vecchia. Cosa ci puoi fare? E’ la vita. E se per colpa tua le hai tolto altri 5 o 10 anni di vita? Chi  me lo dice a me che non me l’hai ammazzata tu perchè per te era una seccatura?

Continuo a pensare queste cose. Continuo a pensare che una delle persone a cui ho voluto più bene al mondo non c’è più. Non che pretendessi che vivesse in eterno. Sapevo che prima o poi questo momento sarebbe arrivato, ma non così. Non con un’odissea di medicinali sbagliati alle spalle. Non con un senso di colpa di non avere fatto abbastanza. Di non essere stata medico io per poter capire che nell’ultimo periodo tutto era stato sbagliato.

Era una persona troppo bella. Difficile, testona, melodrammatica. Ma aveva un cuore grande come una casa. Era ingegnosa, una sarta dalle mani di fata, una donna a cui piaceva la musica che la vecchiaia le ha tolto dandole la sordità. Era una donna amata e che amava. Le volevamo bene noi nipoti. Tutta la sua famiglia.
Ora ci sentiamo un po’ soli. Perchè le sue “uscite” ilari erano portentose. Era capace di capire toma per Roma facendoti ridere fino alle lacrime.

Era convinta di disturbare. Sempre. Anche dopo ore e ore di discorsi a farle capire il contrario. Quando si convinceva di qualcosa ne uscivi sempre perdente.
Ora ci sta facendo piangere perchè ha deciso di mollare anche se ha lottato. Ci ha provato. Ma credo che fosse stanca negli ultimi giorni. Credo che non volesse più essere martoriata da aghi, tubi, medicine e monitor. Anche questa volta ha vinto lei. Credeva di disturbare in questo periodo che sto vivendo, non potendo i miei venire da me a Venezia con lei in ospedale.

Volevo che lei ci fosse. Volevo che conoscesse il piccolo alieno. Volevo che mi vedesse vestita di “bianco”. Erano cose che desiderava per me.
Adesso come faccio a fargliele conoscere?

Veglia su di noi nonna. Più ti penso. Più mi manchi.

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Uf

Sono giorni un po’ brutti questi… la situazione a casa non è delle migliori a causa della salute di mia nonna, io che sono fondamentalmente bloccata qui a causa di visite ed esami del sangue, con la sostanziale impotenza nel migliorare le cose anche se andassi a Milano e totale rabbia per la sanità a cui ci si affida sempre con fiducia e che delude ogni volta.

La cosa che sento di più è l’impossibilità di essere totalmente contenta di tutto quello che mi sta capitando… il matrimonio, il piccolo scoiattolo, il Natale… tutto è offuscato, intrappolato in una bolla circondata da preoccupazioni, ansie, insonnia e atroci mal di testa.
Mi chiedo perché io non abbia avuto la gentilezza dal destino di vivermi queste belle cose con serenità. Mi chiedo perché seguendo l’organizzazione del grande giorno altrui, tutto filava, le gravidanze altrui circondate da belle notizie, mentre io… le due cose che ritengo più importanti nella vita di una persona, della MIA vita, devo viverle in maniera schifosa.

L’organizzazione del matrimonio è passata non in secondo ma addirittura in terzo piano, le scelte vanno a rilento, tanto da diventare una seccatura quando se ne parla.
Il piccolo scoiattolo riceve da me talmente poche attenzioni a livello emotivo che già mi sento in colpa ancora prima che nasca.
Il Natale… terribile dire che è dicembre per puro scorrere del tempo, ma non certo sono contenta di trascorrerlo così. Tanto è stato meraviglioso quello dell’anno scorso, tanto sarà tremendo questo.

Penso a questo.
Poi faccio due respiri e mi dico di tranquillizzarmi.
Tutto il mondo mi dice di stare tranquilla.
E io al mondo rispondo: “Mi dite come caxxo faccio?”

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